La teoria polivagale introdotta da Stephen Porges nel 1994 ha rivoluzionato il modo di intendere il funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo.
Non si ritiene più che le sue due componenti, il sistema simpatico e quello parasimpatico, operino in modo antagonista per mantenere uno stato di equilibrio, ma si riconosce un funzionamento a tre livelli progressivi – o scalini – che si attivano a seconda della gravità del pericolo, con risposte fisiologiche diverse.
Questa teoria ha confermato l’importanza del viso, dello sguardo e della prosodia nella costruzione della relazione con l’altro.
Sicuro e sociale: il livello più evoluto
Il Sistema Nervoso Autonomo è un sistema di difesa innato costituito al primo livello, quello più alto, dal sistema nervoso recente: quando viene percepita una condizione di sicurezza si attiva il sistema parasimpatico attraverso il nervo vago ventrale[1] che promuove l’ingaggio sociale.
Questa porzione di nervo è presente solo nei mammiferi, guida i muscoli del volto, la voce e il respiro; ha un effetto calmante sul cuore e riduce il livello di attivazione del simpatico.
Iperattivato: attacco o fuga
Al secondo livello si trova il sistema nervoso antico: in condizioni di moderato pericolo si attiva il sistema nervoso simpatico che porta mobilizzazione, attacco e fuga; l’organismo si attiva per rispondere alle sfide e alle minacce ambientali e, sentendo di essere in pericolo, disattiva il coinvolgimento sociale.
Congelato in situazione estreme
Al terzo scalino abbiamo il sistema nervoso autonomo primordiale: in condizioni di pericolo di vita si attiva il sistema parasimpatico attraverso il nervo dorso-vagale che porta congelamento e collasso.
Ereditato dai rettili, mantiene l’equilibrio e il controllo delle funzioni viscerali di base (stomaco, intestino tenue, colon, vescica). Di fronte alle situazioni estreme di pericolo si attiva un’unica risposta: lo spegnimento anche dello stato di coscienza, la cosiddetta morte apparente.
Le conseguenze del lockdown e della distanza sociale
Ai tempi della pandemia abbiamo vissuto in una condizione di isolamento che ha reso complessa l’attivazione del nervo vago sociale e la regolazione del Sistema Nervoso Autonomo attraverso di esso.
Quando abbiamo paura il Sistema Nervoso Autonomo cerca spontaneamente di coregolarsi attivando la sua parte più evoluta, il nervo vago ventrale e la sua capacità di socializzare.
Durante il lockdown imposto dalla pandemia abbiamo dato un messaggio paradossale al sistema nervoso, quello cioè di stare lontani dalle persone e dalle attività socializzanti, quando avremmo invece avuto bisogno di attivare il vago sociale per calmarci e rassicurarci.
Secondo la teoria polivagale, il processo di autoregolazione attivandosi ci può sostenere e farci riconquistare un senso di maggiore benessere, soprattutto in tempi di incertezza e isolamento. Il circuito ventro-vagale ci permette, quando siamo in condizione di sicurezza, di promuovere altra sicurezza; questi segnali vengono intercettati attraverso l’interazione sociale, decodificando in modo istintivo messaggi che derivano dal contatto oculare e dalla voce, inviando segnali di risposta, entrando in relazione e promuovendo l’autoregolazione delle sensazioni fisiologiche.
Il valore della psicoterapia che mette al centro l’espressione corporea
E’ molto importante la comprensione degli stati corporei che possono promuovere il coinvolgimento sociale e produrre modulazione, regolazione, equilibrio, benessere e integrazione al servizio dell’autoregolazione adattiva stessa.
Amber Gray (2017) parla di “danza movimento terapia informata alla teoria polivagale”: i cambiamenti di stato psichici non sono possibili senza cambiamenti di stato fisiologici.
La psicoterapeuta espressiva che utilizza un setting integrato alla danza movimento terapia propone esperienze di ascolto del corpo e di movimento mirate ad attivare quegli stati fisiologici e i loro passaggi che possono promuovere la regolazione del sistema nervoso e del corpo e che sottostanno ai possibili cambiamenti di stato psicologici di cui il paziente ha bisogno.
Respiro, ascolto, focalizzazione corporea mirata, movimento e attività ritmiche ed espressive possono fornire una risorsa immediata per la creazione di maggiore quiete interiore e di stati fisiologici utili, che permettano anche una maggiore fluidità nei loro cambiamenti e passaggi.